www.cresmedaily.it - Newsletter di economia del CRESME a cura di Giorgio Santilli

Newsletter di economia del CRESME a cura di Giorgio Santilli

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Dopo una crescita contenuta lo scorso anno, l'economia della UE ha avviato il 2024 con ritmi meno sostenuti del previsto. Le previsioni d'inverno della Commissione hanno rivisto al ribasso la crescita del 2023 che dovrebbe attestarsi a +0,5% sia nella UE che nella zona Euro. Crescita rivista al ribasso anche nel 2024 (+0.9% nella UE e +0,8% nell'Eurozona). Per il 2025 si prevede un aumento dell'attività economica dell'1,7% nell'UE e dell'1,5% nella zona euro. L'inflazione diminuirà più rapidamente di quanto previsto in autunno. Nella UE si prevede un calo dal 6,3% del 2023 al 3,0% nel 2024 e al 2,5% nel 2025. Nella zona euro il calo sarà dal 5,4% al 2,7% nel 2024 e al 2,2% nel 2025.
I numeri del Programma nazionale di rigenerazione urbana nella prima edizione (PNRU): 12 miliardi di euro investiti che hanno attivato 600 interventi, 540mila posti di lavoro e 50 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi, in gran parte privati. Il perno della strategia è l'Agenzia nazionale per la rigenerazione urbana (ANRU) che ha coordinato anche il secondo programma (NPNRU) con altri 12 miliardi da investire fino al 2030 ma una maggiore attenzione alla riqualificazione sociale dei quartieri. In Europa anche i casi di Amburgo, Nantes e Barcellona confermano la grande potenzialità delle partnership fra pubblico e privato nella rigenerazione urbana. In Italia da una prima valutazione ex-ante, non è stato trascurabile l'effetto leva degli interventi generati dal bando del 2016 sulla riqualificazione urbana e la sicurezza nelle periferie delle città metropolitana e nei capoluoghi di provincia.
Si cambia: doppia svolta per gli appalti di lavori pubblici. La prima è la reintroduzione della revisione prezzi, abbandonata nel 1994 con la legge Merloni (anche per i molti eccessi che si erano verificati nella sua applicazione) e mai reintrodotta in chiave ordinaria e sistematica: ci ha pensato ora l'articolo 60 del codice 36. Il rodaggio era stato fatto, in realtà, con la normativa straordinaria sulle compensazioni degli extracosti degli anni 2021 e 2022 per le opere del PNRR e non. Ma non era revisione prezzi, era un'applicazione una tantum. La seconda svolta è molto più significativa e dà il senso all'intera operazione. Si tratta del passaggio al "modello francese": si passa dal vecchio modello applicato sulla base degli indici ISTAT relativi ad alcune tipologie di opere (tronco stradale in galleria, edificio residenziale, eccetera) a un ventaglio di 21 "tipologie omogenee di lavorazioni" che molto meglio possono rappresentare il complesso del mondo dei lavori pubblici. La tabella con le 21 lavorazioni che saranno indicizzate è qui disponibile per tutti i lettori dopo che nei giorni scorsi il Diario dei nuovi appalti l'aveva anticipata per primo. Ma perché è decisiva l'adozione del modello francese?
A quanto potrebbe ammontare per l'Italia la piccola golden rule contenuta nell'intesa preliminare sulla riforma del Patto di stabilità? Difficile dirlo oggi con precisione. La regola per ora si limita a dire che saranno esclusi dal calcolo della spesa totale (e dal deficit) i cofinanziamenti nazionali di piani finanziati da fondi Ue. Servirà un maggiore dettaglio per capire cosa sia dentro e cosa fuori. Per l'Italia dovrebbero rientrare i 32,3 miliardi di cofinanziamento sui 75,1 miliardi totali dei programmi finanziati con i fondi Ue per la politica di coesione territoriale e sociale.
Nel 2022 la produttività delle costruzioni è cresciuta più degli altri settori economici, invertendo una dinamica di lungo periodo. Misurata in euro per ora lavorata è cresciuta nel 2022 del 9,2% rispetto alla media 2027-2019. Si tratta di una crescita importante che va attribuita alla crescita della manutenzione incentivata e delle opere pubbliche e alla crescita dei prezzi, ma anche ai primi processi di innovazione che stanno riguardando i cantieri, e forse a qualche sottostima della crescita occupazionale. I prossimi anni ci diranno se questa dinamica sarà in grado di continuare.
CRESME Daily svela la tabella/grafico integrale con la ripartizione fra le Regioni dei 7,5 miliardi di risorse aggiuntive contenute nello schema di contratto di programma ANAS per il biennio 2024-2025. Finora avevano potuto vederla soltanto gli abbonati al Diario dei nuovi appalti (diarionuoviappalti.it). La sproporzionata ripartizione delle risorse, tutta favorevole alla Regione Calabria, può essere motivata solo con il collegamento al progetto del Ponte sullo Stretto.
"Sebbene la crescita del PIL dell'area euro si confermi debole, ci si aspetta che mostri miglioramenti a inizio 2024". La previsione della Banca centrale europea, contenuta nel Bollettino economico pubblicato ieri giovedì 8 febbraio, è di "lenta" ripresa del PIL nel 2024 dopo un 4° trimestre 2023 che potrebbe chiudersi ancora in negativo. BCE segnala le difficoltà del settore costruzioni e lancia l'allarme sull'accresciuta vulnerabilità delle imprese in Italia e Germania.
Roma Capitale prova ad accelerare su PNRR e Giubileo, con 3,3 miliardi fra cantieri aperti e gare in corso. Dei 1.907 interventi previsti dal PNRR, per 3,4 miliardi di euro, l'11,1% è già concluso, il 22,1% cantierato, il 53,8% in gara. Non attivato, allo stato di progettazione, il 13% dell'importo totale. Più indietro gli interventi del piano Giubileo (che comprende anche il capitolo Caput Mundi del PNRR): completato lo 0,6%, cantierato il 4,8%, in gara il 17,4%, il 77,2% ancora allo stato di progettazione. Sono i numeri presentati ieri dal presidente dell'ANCE Roma-ACER, Antonio Ciucci, nell'ambito dell'aggiornamento dell'Osservatorio per le opere del PNRR e del Giubileo, realizzato con Orep dell'Università Tor Vergata.
L'Osservatorio sugli appalti pubblici del CRESME ha confermato per il 2023 un nuovo balzo storico delle aggiudicazioni di lavori a 91,5 miliardi, con un incremento del 54% rispetto al valore 2022 che, a sua volta, era stato completamente fuori scala rispetto alla serie degli anni precedenti. E' il terzo anno consecutivo di record considerando i 49,2 miliardi del 2021. Se si esclude il "triennio del PNRR", per trovare il valore più alto bisogna risalire al 2005 quando le aggiudicazioni si attestarono a 24,4 miliardi.
Soltanto nelle opere pubbliche ci sono 46 commissari straordinari per 125 infrastrutture considerate strategiche, che hanno avuto una forte accelerazione dal momento del commissariamento. Nei 15 mesi che vanno dal maggio 2022 all'agosto 2023 sono stati aggiudicati 26,8 miliardi di euro di lavori e cantierati 14,2 miliardi su un totale di 152 miliardi. Il dato si desume dal Rapporto annuale sulle infrastrutture strategiche e prioritarie 2023, realizzato a novembre dalla Camera dei deputati, in collaborazione con ANAC e CRESME. Il Rapporto spiega però che a trainare queste opere sono state soprattutto le procedure PNRR.