www.cresmedaily.it - Newsletter di economia del CRESME a cura di Giorgio Santilli

Newsletter di economia del CRESME a cura di Giorgio Santilli

Salari in crescita solo apparente: dal 2019 il lavoro dipendente perde potere d’acquisto mentre aumenta il costo dell’abitare

Tra il 2019 e il 2024 il reddito da lavoro dipendente in Italia mostra una dinamica solo apparentemente positiva. In termini nominali, la retribuzione media annua cresce per tutte le principali qualifiche professionali, ma la correzione per l’inflazione restituisce un quadro diverso: il potere d’acquisto dei salari nel 2024 resta inferiore ai livelli pre-pandemici.

Le elaborazioni, basate su dati amministrativi dell’INPS e sugli indici dei prezzi al consumo dell’ISTAT, mostrano che tra il 2019 e il 2024 la retribuzione media annua “core” (operai, impiegati, quadri e dirigenti) aumenta dell’11,3% in termini nominali, ma registra una perdita reale del 5,2%. Il recupero nominale successivo al 2021 non è stato sufficiente a compensare l’impennata inflattiva del biennio 2022-2023, lasciando i salari reali stabilmente sotto il livello del 2019.

La scomposizione per qualifica professionale evidenzia differenze rilevanti. Gli operai e i quadri mostrano incrementi nominali simili (+11,9%), ma entrambi registrano una riduzione reale pari al 4,7%. Gli impiegati risultano la categoria più penalizzata, con una crescita nominale del 9,7% e una perdita reale del 6,5%. Anche i dirigenti, pur partendo da livelli retributivi nettamente superiori, non sono immuni: l’aumento nominale del 10,8% si traduce in una flessione reale del 5,7%. In nessun caso, dunque, il reddito reale del 2024 torna ai valori precedenti alla pandemia.

Retribuzione media annua a valori correnti e variazione nominale e reale

Fonte: elaborazione CRESME su dati INPS e ISTAT

Questo quadro diventa più critico se messo in relazione con l’andamento del costo dell’abitare. Nello stesso periodo, il costo dell’acquisto di abitazioni cresce del 13,4%, mentre i canoni di locazione aumentano del 7,21%. Si tratta di dinamiche strutturalmente divergenti rispetto a quelle dei salari reali: mentre questi ultimi restano compressi, i costi abitativi seguono un sentiero espansivo continuo, con un’accelerazione marcata a partire dal 2022.

Il risultato è un ampliamento del divario tra reddito da lavoro e accessibilità abitativa. Anche in presenza di un recupero nominale delle retribuzioni, la capacità dei salari di sostenere una spesa abitativa – sia in affitto sia in acquisto – si è ridotta. Il fenomeno non riguarda solo le fasce a basso reddito, ma investe progressivamente anche il lavoro dipendente “standard”, erodendo la funzione del salario come ancoraggio economico per progetti abitativi stabili.

Dinamica della retribuzione media annua (Indice 2019=100)

Fonte: elaborazione CRESME su dati INPS e ISTAT

Nel complesso, i dati indicano che la questione salariale in Italia non può essere letta esclusivamente in termini di dinamica nominale. Il mancato recupero dei salari reali rispetto al 2019 e il contemporaneo aumento dei costi dell’abitazione configurano un problema strutturale di tenuta del reddito da lavoro rispetto ai beni essenziali, con implicazioni rilevanti per le politiche salariali, abitative e di welfare. In assenza di un riallineamento tra dinamica dei redditi e costo dell’abitare, il rischio è quello di una crescente frattura tra lavoro dipendente e possibilità di accesso a una casa adeguata, soprattutto nelle fasi iniziali del ciclo di vita lavorativo.

Enrico Campanelli

Laureato in Architettura con indirizzo Urbanistico, dal 1997 svolge attività di ricerca presso il CRESME, occupandosi in particolare della realizzazione di studi ed analisi di supporto alla pianificazione urbanistica e territoriale (scenari demografici e dimensionamento della domanda residenziale e non residenziale), collaborando, tra gli altri, al processo pianificatorio di Roma, Milano e Napoli. È l’ideatore ed il responsabile del sistema informativo e previsionale demografico DemoSI-CRESME, strumento di base per numerosi studi e ricerche dell’Istituto.