Nell’area Euroconstruct, in vetta alla classifica per importo pro-capite del valore della produzione per opere del genio civile nel 2025, si trovano infatti tutti i paesi nordici: Norvegia, Danimarca e Svezia, con una spesa pro-capite superiore a 2mila euro, seguite a breve distanza da Svizzera e Paesi Bassi, rispettivamente con 2.000 e 1.800 euro, contro una media dell’area pari a mille euro. In fondo alla classifica non sorprende si trovino Ungheria e Slovacchia, con 690 e 470 euro. Altro tratto distintivo, è l’incidenza della spesa, e della rilevanza accordata al settore, rispetto agli altri ambiti di mercato. In questa classifica, al primo posto si colloca la Svezia, che destina, nel 2025, più del 40% del valore complessivo della produzione del settore delle costruzioni alle opere infrastrutturali, seguita da tre paesi dell’est, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria che, insieme al Portogallo, si possono considerare mercati dove il processo di dotazione infrastrutturale ha ancora ampi margini di crescita. Il caso della Svezia è spiegato dalla combinazione di un ottimo “stato di salute” delle finanze pubbliche, con la rilevanza accordata allo sviluppo della rete energetica e alla manutenzione di quelle stradali e ferroviarie, e trova riscontro nel recente lancio del Piano per le infrastrutture 2026-2037. Si tratta del più “voluminoso” programma infrastrutturale nella storia del paese, già approvato dal parlamento, che prevede ingenti investimenti in corridoi strategici non solo per le esigenze di sviluppo economico e demografico, ma anche nell’ottica di potenziare la difesa nazionale.
Valore della produzione per opere del genio civile nel 2025 – Classifiche – classifiche nazionali

Fonte: elaborazione Cresme su dati Euroconstruct – Novembre 2025
Oltre ai livelli, è importante considerare la crescita attesa degli investimenti settoriali nei vari paesi, e anche in questo caso a guidare la classifica si trovano due paesi dell’est, Polona e Ungheria (+22% e +18% rispettivamente), insieme a Svezia (+16,8%), e poi Irlanda, Italia e Regno Unito, con una capacità di espansione attesa nel triennio di oltre 10 punti percentuali.
In Ungheria, a trainare il mercato nei prossimi anni saranno le strade e le infrastrutture energetiche. Il settore stradale è infatti nel pieno della fase di espansione degli investimenti del concessionario della rete, impegnato in progetti di larga scala. Quanto al settore energetico, sostengono livelli di spesa nei prossimi anni i lavori per un nuovo impianto per la produzione di gas e la progettazione di altri due impianti, nonché l’ampliamento dell’impianto nucleare Parks II.
In Polonia lo sblocco dei fondi europei a partire dall’insediamento del nuovo governo nel 2023 ha aperto una fase fortemente espansiva, anche se l’avanzamento dei progetti è stato più lento del previsto, con rallentamenti e slittamenti nei lavori, anche a causa di forti rialzi dei prezzi dei materiali. Pur considerando i ritardi realizzativi, in un contesto di rigide condizioni delle finanze pubbliche, l’outlook è di crescita sostenuta trainata dalle risorse europee. Particolarmente rilevanti sono i programmi in ambito stradale, come la costruzione di oltre 100 bypass stradali tra il 2020 e il 2030; o gli interventi di messa in sicurezza della rete stradale, ma anche i il programma per il potenziamento della rete ferroviaria al 2029, nonché gli interventi per costruzione di 4.700 km di nuove line della rete elettrica a 400 Kv e per la realizzazione di 28 nuove stazioni entro il 2034
Valore della produzione per opere del genio civile: crescita complessiva 2026-2028 nei paesi
Fonte: elaborazione Cresme su dati Euroconstruct – Novembre 2025
Quanto all’Irlanda, a luglio 2025 è stata pubblicata la revisione del piano nazionale di sviluppo, che prevede investimenti per oltre 275 miliardi di euro con un orizzonte temporale al 2035. Gli investimenti previsti riguardano strade, trasporto pubblico, porti e aeroporti, rete energetiche, per l’acqua e le telecomunicazioni. Oltre al finanziamento, che deriverà da risorse pubbliche, dai proventi delle imprese a partecipazione statale, dal ricorso a indebitamento esterno e da fondi dell’Unione europea, sono previste norme per snellire l’iter procedurale e realizzativo. Nel Regno Unito, le infrastrutture energetiche rappresentano il principale motore di crescita, sostenute da investimenti dinamici nelle energie rinnovabili, nelle reti elettriche, nei sistemi di accumulo e nel potenziamento del sistema elettrico. Sottopressione invece strade e ferrovie, per le quali si prevedono investimenti in calo o stagnanti, e in ogni caso caratterizzati da uno sbilanciamento a favore della manutenzione delle reti esistenti piuttosto che sulla nuova costruzione.
Insieme all’Italia, sono queste le aree di forza del settore, che risulta invece piatto o in declino o altrove, come vedremo nel prossimo articolo.

