www.cresmedaily.it - Newsletter di economia del CRESME a cura di Giorgio Santilli

Newsletter di economia del CRESME a cura di Giorgio Santilli

Costruzioni, mortalità in calo nel 2025. I primi otto mesi del 2026 riaccendono l’allarme

Il 2025 si chiude con 175 morti denunciati nelle costruzioni durante l'attività lavorativa, contro 194 nel 2024. È il minimo dell'incidenza nell'intera serie CRESME 2001-2025. Ma nei primi otto mesi del 2026 i decessi tornano a salire: 83, rispetto ai 78 dello stesso periodo dell'anno precedente.

L’evoluzione della mortalità nei cantieri è meno lineare di quanto possa suggerire la sola differenza tra inizio e fine della serie. L’indice di decessi denunciati in occasione di lavoro passa da 1,90 ogni 10.000 occupati nel 2001 a 1,06 nel 2025: una riduzione del 44,2%. Lungo il percorso, tuttavia, non mancano recuperi del rischio. Dopo la flessione registrata fino al 2008, l’indicatore risale a 1,59 nel 2010; nel 2019 torna a 1,50 e si mantiene intorno a 1,47 nel biennio 2020-2021. Solo negli anni successivi riprende a scendere, pur con nuove oscillazioni.

Il risultato del 2025 resta importante. Rispetto al 2019, prima della pandemia, l’incidenza mortale diminuisce del 29,4%; rispetto al 2024 passa da 1,21 a 1,06 casi per 10.000 occupati (-12,3%). Nello stesso confronto le denunce mortali scendono di 19 unità, da 194 a 175 (-9,8%). La distinzione è decisiva: il conteggio delle vittime misura il fenomeno in valore assoluto, mentre il rapporto con gli occupati consente di tener conto dell’espansione o della contrazione della forza lavoro edile. Non sostituisce però una misura per ore effettivamente lavorate, che sarebbe più aderente all’esposizione al rischio.

Il dato 2024 è stato aggiornato: perché cambia la lettura

La ricostruzione più recente dell’INAIL chiarisce una differenza che non va nascosta. Il capitolo sulla sicurezza del Rapporto Formedil 2026, sulla base della precedente estrazione, indicava 182 infortuni mortali in occasione di lavoro nel 2024 e un’incidenza di 1,13 ogni 10.000 occupati. Nella Relazione annuale INAIL 2025, presentata il 22 settembre 2026, il confronto con il 2025 è invece riferito a 194 decessi per il 2024. È questa la base ripresa nella serie CRESME allegata e utilizzata nell’articolo: 1,21 per 10.000 occupati nel 2024 e 1,06 nel 2025. I due valori del 2024 non devono essere mescolati nella stessa analisi.

Una statistica aggiornata non cambia il significato di fondo, ma ne precisa l’intensità. Anche nell’anno migliore della serie, 175 persone hanno perso la vita lavorando nel settore delle costruzioni: in media, quasi una ogni due giorni. Le denunce con esito mortale, inoltre, non coincidono automaticamente con gli eventi riconosciuti in via definitiva dopo l’istruttoria INAIL. Per questo la misura dell’incidenza e il suo confronto nel tempo devono essere accompagnati dall’indicazione dell’anno, della data di estrazione e del perimetro di rilevazione.

Nei primi otto mesi del 2026 il segnale cambia direzione

Il comunicato INAIL del 9 ottobre 2026, ultimo disponibile alla data di redazione, registra nelle costruzioni 83 denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro tra gennaio e agosto, contro 78 nello stesso periodo del 2025: cinque casi in più, pari al 6,4%. Nello stesso arco temporale il totale nazionale dei decessi denunciati in occasione di lavoro, al netto degli studenti, passa da 488 a 498 (+2,0%). La crescita osservata nei cantieri risulta dunque più intensa di quella complessiva, ma il numero relativamente contenuto di eventi impone prudenza nella lettura delle oscillazioni congiunturali.

Il confronto è significativo anche per un secondo motivo: l’aumento della mortalità non coincide meccanicamente con la dinamica degli infortuni nel loro complesso. Nei primi otto mesi del 2026 le denunce in occasione di lavoro nelle costruzioni crescono dell’1,8%, mentre per il totale dei lavoratori la crescita è del 5,1%. La maggiore intensità della variazione dei casi mortali richiama l’attenzione sulla gravità degli eventi e sulle lavorazioni più esposte, senza autorizzare conclusioni premature sull’andamento dell’intero anno.

Grafico 1 – Infortuni mortali nelle costruzioni, gennaio-agosto 2025 e 2026

Fonte: INAIL, ‘Denunce di infortuni e malattie professionali, i dati Inail di agosto’, 9 ottobre 2026. Casi mortali denunciati in occasione di lavoro, gennaio-agosto; 2025 e 2026 provvisori.

Non sarebbe corretto collocare gli 83 casi del 2026 sulla stessa linea dei 175 relativi all’intero 2025, oppure annualizzare automaticamente le denunce parziali. Manca anche un denominatore settoriale pienamente confrontabile per ricavare un’incidenza omogenea degli otto mesi. Le statistiche mensili INAIL possono cambiare per effetto delle denunce tardive e della definizione amministrativa dei casi; sono quindi un segnale da monitorare, non una misura definitiva del bilancio 2026.

Anche nel 2025 le costruzioni sono il settore con più morti durante il lavoro

Nel 2025 l’edilizia figura ancora al primo posto tra i settori economici per numero assoluto di decessi denunciati in occasione di lavoro: 175 casi, davanti al comparto manifatturiero (129) e al trasporto e magazzinaggio (126). Anche il raffronto con il 2024 è eloquente: nella ricostruzione più recente i decessi diminuiscono nelle costruzioni (da 194 a 175) e nei trasporti (da 146 a 126), mentre crescono nel manifatturiero (da 121 a 129). Si tratta però di numeri assoluti: non sono direttamente una graduatoria del rischio individuale, che richiede di rapportare ogni settore al lavoro effettivamente impiegato.

Grafico 2 – Morti in occasione di lavoro nel 2025: i tre settori con piu decessi

Fonte: INAIL, Relazione annuale 2025, pubblicata il 22 settembre 2026, p. 8. Denunce mortali in occasione di lavoro; valori assoluti per settore economico.

Misurare il rischio, orientare la prevenzione

Il cantiere resta un ambiente produttivo particolare: lavorazioni in quota, movimentazione di materiali, interferenze tra mezzi e persone, opere provvisionali e continua successione di imprese e squadre modificano di giorno in giorno le condizioni di sicurezza. La prevenzione efficace richiede quindi verifiche nelle fasi critiche, non soltanto documentazione corretta. Il sistema Formedil dispone di strumenti importanti: nel 2025 gli Enti territoriali hanno effettuato 43.074 visite e interventi di assistenza in cantiere, mentre la formazione dedicata alla sicurezza ha coinvolto oltre 169 mila partecipazioni. Per valutarne l’efficacia, tuttavia, occorre osservare le anomalie rilevate, le correzioni effettuate e la loro tenuta nelle visite successive, evitando di attribuire automaticamente ai corsi o alle visite la diminuzione degli infortuni.

La diminuzione del rischio mortale dal 2001 al 2025 è una trasformazione reale, ma non irreversibile. Il dato annuale 2025 testimonia un progresso netto e il valore più basso della serie CRESME; i primi otto mesi del 2026 mostrano invece un nuovo incremento delle vittime nei cantieri, da leggere con attenzione e senza forzare il confronto. È proprio l’uso coerente di serie aggiornate, indicatori per occupato e dati congiunturali omogenei a rendere il monitoraggio utile per le decisioni: capire dove il rischio si concentra e intervenire prima che si trasformi in un altro infortunio mortale.

Enrico Campanelli

Laureato in Architettura con indirizzo Urbanistico, dal 1997 svolge attività di ricerca presso il CRESME, occupandosi in particolare della realizzazione di studi ed analisi di supporto alla pianificazione urbanistica e territoriale (scenari demografici e dimensionamento della domanda residenziale e non residenziale), collaborando, tra gli altri, al processo pianificatorio di Roma, Milano e Napoli. È l’ideatore ed il responsabile del sistema informativo e previsionale demografico DemoSI-CRESME, strumento di base per numerosi studi e ricerche dell’Istituto.