www.cresmedaily.it - Newsletter di economia del CRESME a cura di Giorgio Santilli

Newsletter di economia del CRESME a cura di Giorgio Santilli

Costruzioni e fabbisogno professionale: domanda più ampia al sud, ma nel nord-est le maggiori difficoltà di reperimento. Il potenziale inespresso della manodopera straniera

Se è vero che gli occupati alle costruzioni continuano a crescere anche una volta passati gli eccessi del superbonus, il fabbisogno professionale dichiarato dalle imprese non accenna a diminuire.

Nel 2025, secondo i dati Excelsior, le imprese di costruzioni esprimono un fabbisogno complessivo di circa 548mila unità, un livello più alto è stato raggiunto solo nel 2023, ma non siamo distanti da quel picco (circa 549 mila). In rapporto agli occupati, il dato indica che lo scorso anno mancava circa il 33% della forza lavoro, un livello significativo, superato solo nel pieno del boom della domanda trainata dagli incentivi, quando sfiorava il 36%.

Inoltre, per 344 mila delle 548 mila figure professionali richieste, le imprese di costruzioni lamentano una difficoltà di reperimento, pari al 59% del totale. E la rilevanza del fenomeno è in crescita costante: nel 2017 per le imprese era difficile da reperire poco più di un lavoratore su cinque, per arrivare a più di uno su due a partire dal 2023. Nella maggior parte dei casi la difficoltà deriva da una carenza di candidati (62% del totale difficili da reperire), mentre per il 30% si tratta di candidati che non hanno le competenze necessarie, con un completo ribaltamento della situazione nel corso degli ultimi otto anni, considerando che nel 2017 nel 52% dei casi il motivo della difficoltà era l’inadeguatezza, e nel 38% la carenza di forza lavoro.

Fabbisogno professionale imprese di costruzioni per difficoltà di reperimento e motivo difficoltà

Fonte: elaborazione CRESME su dati Excelsior

 

Sul territorio, si possono notare alcune tipicità: il Nord-Est si distingue come l’area dove la difficoltà a reperire figure professionali è ben più impattante, attestandosi negli ultimi cinque anni sul 63,5% del totale, a fronte di percentuali comprese tra il 46% e il 47% nel sud del paese, e tra il 56 e 57% nel Nord-Ovest e al Centro.

Il Nord-Est è anche l’area dove il ridotto numero di candidati incide di più sul fabbisogno difficile da soddisfare, raggiungendo il 62% dei casi “difficili” negli ultimi anni, contro quote attestate sul 55%-57% al Sud, Centro e Nord-Ovest, e al 52% nelle Isole.

La difficoltà di reperimento del fabbisogno professionale delle imprese di costruzioni nei territori

Fonte: elaborazione CRESME su dati Excelsior

 

Difficoltà di reperimento del fabbisogno professionale per ridotto numero di candidati nei territori

Fonte: elaborazione CRESME su dati Excelsior

 

Non è invece il Nord l’area ad esprimere un maggior fabbisogno in rapporto al numero di occupati, bensì tutto il Meridione: l’incidenza della domanda di figure professionali espressa dalle imprese sfiora il 37% degli occupati al Sud, e il 41% nelle due Isole nel periodo 2021-2025, a fronte di quote attestate sul 32% nel Nord-Ovest a al Centro, sul 28% nel Nord-Est.

Incidenza fabbisogno professionale costruzioni su totale occupati nei territori

Fonte: elaborazione CRESME su dati Istat ed Excelsior

 

Nel complesso, emerge un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro che assume caratteri diversi sul territorio: nel Mezzogiorno si manifesta soprattutto in termini di ampiezza del fabbisogno rispetto agli occupati al settore, mentre nelle regioni del Nord-Est si traduce in una più marcata difficoltà di reperimento, in larga parte dovuta a una carenza di candidati.

Le cause di questo squilibrio possono essere ricondotte a diversi fattori. Nell’attuale fase di mercato, con la crescita che il settore ha vissuto tra superbonus e spinta del PNRR, i tempi tipicamente lunghi della formazione delle competenze professionali concorrono a spiegare il gap lamentato dalle imprese di costruzioni.

Certo la struttura demografica e professionale della forza lavoro del settore influenza queste dinamiche: il settore delle costruzioni presenta una quota relativamente elevata di lavoratori con età avanzata e un ricambio generazionale spesso limitato. In generale, gli occupati al settore di età compresa tra 50 e 64 anni sono più del 39% del totale, in media tra il 2021 e il 2025. Tale percentuale è in crescita, raggiunge infatti il 41,2% nel 2025, ed è superiore al dato relativo al totale delle attività economiche (38% nella media degli ultimi cinque anni). Nel Nord-Est questo fenomeno è più rilevante, e si accentua ulteriormente nel mondo del lavoro autonomo: nelle quattro regioni nord orientali, dove i lavoratori autonomi sono più rappresentati (quasi il 38% degli occupati nel periodo 2021-2025, contro meno del 33% del dato nazionale), quelli di età compresa tra 50 e 64 anni sono quasi il 53% del totale. La stessa percentuale si attesta sul 47-48% al Nord-Ovest e Centro, si ferma a meno del 45% nel sud del paese.

Incidenza lavoratori 50-64 anni su totale occupati 15-64 – Lavoratori autonomi – media 2021-2025

Fonte: elaborazione CRESME su dati Istat

 

Un altro fattore rilevante è poi il diverso ricorso alla manodopera straniera. Nelle regioni meridionali l’incidenza di lavoratori stranieri sul totale degli occupati alle costruzioni supera appena il 6% (media 2021-2025), a fronte di quote che sfiorano il 22% nel Nord-Ovest e arrivano al 24% nelle regioni del Centro. Il ricorso alla manodopera straniera scenda al 18% nelle regioni del Nord-Est, quelle dove, come osservato, si registra la maggiore difficoltà a soddisfare il fabbisogno occupazionale in generale, e per mancanza di candidati più nello specifico.

Incidenza lavoratori stranieri su totale occupati alle costruzioni – media 2021-2025

Fonte: elaborazione CRESME su dati Istat

 

In sintesi, i dati indicano che il settore delle costruzioni continua a operare in una condizione di forte pressione sul mercato del lavoro. Il fabbisogno professionale si mantiene su livelli prossimi ai massimi storici e una quota crescente di tale domanda risulta difficile da soddisfare. Le criticità assumono caratteristiche diverse a seconda dei territori: più legate all’intensità della domanda nel Mezzogiorno e più riconducibili alla scarsità di offerta nel Nord-Est, come anche ad una forte presenza di forza lavoro autonoma che stenta ad avviare percorsi di turnover. Il limitato apporto della manodopera straniera in alcune aree, in particolare nel Sud, segnala l’esistenza di un potenziale ancora inespresso, che potrebbe contribuire ad attenuare gli squilibri tra domanda e offerta di lavoro nel settore.

In questo quadro, la formazione costituisce un punto di riflessione importante, per agevolare un processo di up-grade di una forza lavoro spesso poco dinamica, nonché di attrazione di nuove figure professionali fatte di giovani e stranieri, da impiegare negli ambiti di mercato chiave per la transizione energetica e green del settore.

Antonella Stemperini

Laureata in economia, con specializzazione in discipline statistiche e di teoria economica, è ricercatore senior presso CRESME Ricerche, dove svolge attività di progettazione, coordinamento e redazione di rapporti, studi, newsletter informative periodiche relativi al mercato delle costruzioni nelle sue diverse caratteristiche. Le sue competenze riguardano in particolare analisi macroeconomiche e previsionali finalizzate a individuare trend, cluster e scenari di medio termine relativi ai vari segmenti e aspetti del mercato delle costruzioni nei territori nazionali. Rappresenta inoltre il Cresme in qualità di membro italiano del network europeo delle costruzioni Euroconstruct (www.euroconstruct.org).